Ferento Cartagine dei Viterbesi

Tutta la storia di Ferento, Civitas Splendidissima, e dei suoi cittadini illustri, come Salvio Otone e Flavia Domitilla. Nel 1172 Ferento finisce come Cartagine.

Ferento la "Splendidissima Civitas" romana, sorge in un luogo incantevole, ad appena nove chilometri ad ovest, dal posto dove sarà fondata Viterbo.

La narrazione inizia dal primo pago Rinaldoniano, per arrivare a Ferentium, fiorente municipio romano, passando per la Ferento etrusca e poi etrusco-romana. In quei luoghi, lambiti dai torrenti dell'Acquarossa e della Guzzarella, sorsero vari villaggi. La Ferento romana acquista importanza nel 157 a.C. in virtù di una legge Sempronia, per la quale più di tremila persone, si trasferirono in quel municipio.

Durante l'impero di Nerone, uno dei congiurati di Pisone, tale Flavio Scevino, venne fino a Ferento per prelevare dal tempio della dea Fortuna, un pugnale votivo, che doveva essere usato per uccidere quel tiranno.

Sempre qui, ebbero i natali personaggi illustri come Salvio Otone, imperatore di Roma, e la bella Flavia Domitilla, moglie dell'imperatore Vespasiano.

Nel 1095 un gruppo di case e qualche castello, decidono di raggrupparsi ed innalzare un muro di comune difesa: nasce così Viterbo. Nel XII secolo questo comune annoverava sei meraviglie o nobiltà. I cronisti riferiscono che esse erano:

Viterbo era un Comune libero; La bella Galliana; L'Altare Viareccio; Il cavallo più bello d'Italia; Anna dai capelli rossi e verdi; Un giullare di nome Frisigello.

La distanza tra Ferento e Viterbo, è minima: solo nove chilometri e tale vicinanza dà luogo a scontri continui.

Viterbo e Ferento sembra siano condannati a lottare a lungo per la supremazia territoriale, quando accade un grave atto di tradimento. I ferentani, prima allontanano l'esercito da Viterbo, con una trappola bene architettata, e poi lo attaccano e lo saccheggiano violentemente.

Quest'episodio infiammerà la rivalità tra i due insediamenti, e darà il via a due attacchi mortali. Nel 1172, infatti, quella che era la "splendidissima civitas" di Ferento, sarà completamente distrutta dall'esercito dei viterbesi, come Cartagine lo fu dai Romani.

E' la prima volta, che tutta la bella storia di Ferento, è descritta cronologicamente, in un libro, con il respiro del romanzo.