Viterbo in posa

520 pagine colorate e patinate con 1300 foto. Tutti i monumenti, gli stemmi, le architravi, i fregi, le formelle, le epigrafi ed i simboli di Viterbo, ordinati per rione, piazza, strada e vicolo. Le zone della città sono corredate da un’introduzione che rivela fatti inediti, misteri, segreti, riti e anche avvenimenti inquietanti.

520 glossy, coloured pages with 1300 photos. All the monuments, coats of arms, lintels, frescoes, tiles, epigraphs and symbols of Viterbo divided into neighbourhoods, squares and roads. There is an introduction to every district describing unpublished facts, secrets, rituals and disturbing events that happened there.

Quando ho deciso che la pubblicazione dell’anno 2007, sarebbe stato un libro fotografico, ho anche stabilito alcune severe regole di comportamento. Era come se in quel momento, io avessi tracciato un confine, un limite, un “sacro”, all’interno del quale dovevano esistere solo le bellezze uniche della mia amata Viterbo.
In accordo a questi precisi presupposti, soprattutto la dimensione “sacrale” imponeva regole profondamente rispettose della città, e aderenti allo spirito di uno speciale editto, che io novello tiranno medievale, avevo dettato:

“Da hora nanze
nessuno ardisca né presuma
mostrare qualsivoglia cosa,
che mistifichi,
ruini,
o deturpi
la bellezza di questo fiero Comune.
Sotto pena d’un ducato d’oro,
e de quactro tracte de corda”

Come una bella donna, prima di presentarsi agli ammiratori, si veste dell’abito migliore, s’acconcia a lungo i capelli, e stende sul suo volto un velo di trucco, così per mia espressa volontà, l’illustre città di Viterbo, nei monumenti, nelle piazze, nelle fontane, nelle chiese, nelle torri, nelle antiche finestre ricche di ricami e negli storici simboli, doveva apparire sempre splendida.
Ecco allora che i cieli, spesso, sono meravigliosi. (E qui devo confidare che sono un appassionato cultore delle fotografie dei cieli, e socio effettivo n° 1968 della “Clouds Appreciation Society”, un Club inglese che raccoglie fotografi ammiratori e amanti del tetto naturale del nostro globo, provenienti da tutto il mondo).
Ecco che gli antichi gioielli di famiglia, come gli stemmi, i fregi, i capitelli, gli architravi, le formelle, le incisioni, le epigrafi, le colonne e le sculture, sono finalmente restituiti alla loro dignità, con un’opera attenta di ritocco fotografico.
E subito scompaiono, come per incanto, tutte le orrende sovrapposizioni come i cavi del telefono, i fili della luce, i fari ed i faretti, le insegne e le targhe, i tubi e i contatori del gas, le repellenti scatole di derivazione, i canali ed i discendenti, che all’interno del nostro centro storico, deturpano gli architravi, le epigrafi, gli stemmi patrizi, i simboli religiosi, le sculture vetuste e le superstiti, gloriose formelle delle Confraternite. Queste erano su tutte le case di pertinenza delle stesse, perché così aveva decretato il cardinale Tiberio Muti, in una visita pastorale nel 1622.
Per fare apparire i monumenti liberi e ben visibili, ho rimosso tutte le autovetture ed i motocicli, parcheggiati abusivamente davanti agli stessi. Per fortuna degli improvvidi parcheggiatori, il pennello del ritocco, non riesce a fare anche la multa (purtroppo!).
Per compiere il lavoro che qui ho descritto in poche righe, ho dovuto lavorare per centinaia d’ore. L’ho fatto con la profonda convinzione di rendere un servizio alla città di Viterbo, che potrà così mostrarsi come non mai al mondo intero, perché finalmente in molti avvertano imperiosa la necessità, di venire a visitare questa nostra bella, e poco conosciuta città.
Quando nel 2005 consegnai in tipografia “Racconti Viterbesi”, per rendere il volume più accattivante, inserii anche alcune fotografie a colori di Viterbo. Poi è accaduto che il libro è stato regalato a chi conosceva questa città solo di nome. Ebbene quelle persone, incuriosite dalle fotografie inserite nel volume, sono venute fin qui, anche dalla lontana Inghilterra, per visitare la “sconosciuta” Viterbo.
Da qui la convinzione che era necessario come il pane un album fotografico, che mostrasse con dovizia di particolari, tutte le bellezze di Viterbo.
E’ questo il mio settimo libro, e sette è un numero cabalistico. Infatti, è il numero dei giorni della settimana, dei peccati capitali, dei sigilli dell’Apocalisse, dei fratelli di Giuseppe, delle stelle dell’Orsa Maggiore e l’elenco potrebbe continuare a lungo.
Insomma con sette, secondo la numerologia, termina un ciclo. Ma altre idee sono già in fermento…
Mi scuso con tutti gli amanti e i professionisti dell’immagine, se le mie fotografie non sono sempre belle come avrei voluto. Sono però sereno per avere dato il meglio di me stesso, e orgoglioso, perché consegno in tipografia uno strumento valido per la promozione di questa città.
Un invito solenne poi a tutti i veri viterbesi: regalate questo libro ai forestieri. Sono certo che attrarrà parecchi visitatori, e noi che amiamo Viterbo, avremo ottenuto il nostro scopo.

L’autore

When I decided that my publication for the year 2007 would have been a photographic book, I also decided to follow some severe rules of behavior. It was as if at that moment I had traced a border, a limit, in the interior of which there should exist only the unique beauties of my beloved Viterbo.
According to these precise assumptions especially the sacral dimension imposed deep rules of respect to the city and adhering to the spirit of a special edict that I, as a modern medieval tyrant had dictated:

“From now on, no one dare mystify or ruin the beauty of Viterbo.
Who ever does will be fined a gold ducat and will
undergo corporal punishment of four whippings”

Like a beautiful woman who before she presents herself to her admirers, dresses in her best dress, fixes her hair and puts on her makeup, thus I wished that the illustrious city of Viterbo, her monuments, piazza, fountains, churches, towers and ancient windows rich with embroideries and historic symbols must always appear in full splendour.
Also her skies are often marvellous. And here I must confess that as a passionate fan of sky photography and member of the Clouds Appreciation Society, an English club for photography fans and lovers of the natural roof of our globe throughout the world.
Here then are the antique jewels of the family such as the coat of arms, friezes, capitals, architraves, incisions, epigraphs, columns and sculptures finally returned to their dignity with an attentive work of photographic touch ups.
Miraculously all those horrible superimpositions disappear: the telephone wires, lights, spot lights, store signs, tubes and gas boxes, those repellent boxes and drain pipes. They no longer ruin the architraves, epigraphs, patrician coat of arms, religious symbols, ancient statues and those glorious signs of Confraternities that showed the ownership of the buildings as Cardinal Tiberio Muti decreed in 1622.
In order to free the monuments and make them visible, I removed all the autos and motorcycles parked in front of the buildings. Fortunately for the owners of these parked cars, the retouch pen is not able to also give them a parking fine.
In order to do this I worked for hundreds of hours in the deep conviction of doing service to the city of Viterbo. Thus the city can finally show itself to the entire world in this new, yet original, dress and the reader will feel the need to come and visit this beautiful, yet little known, city.
“Racconti Viterbesi” which I had printed in 2005 included a few colour photos of Viterbo to make the book more interesting. Some of those who received the book as a gift decided they had to come from as far away as England to visit first hand the “unknown” Viterbo. This is one of the reasons that I felt a photographic album showing all of Viterbo’s beauties was needed.
This is my seventh book and seven is a cabalistic number: the number of the days of the week, the capital sins, the seals of the Apocalypse, the brothers of Giuseppe, the stars of the Big Dipper and so on. With the number seven the cycle finishes and new ideas are already fermenting.
I excuse myself with professional photographers if my shots are not as beautiful as I would have wished. I am serene since I did the best I could and proud because I’m bringing to the printers a valid instrument for promotion of this city. May I invite all true Viterbese to give this book to their foreign friends for I am sure it will attract many visitors and those of us who love Viterbo will have obtained our goal.

The author